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domenica 30 novembre 2008

"Mosto Cotto"

Il mosto cotto è uno dei prodotti tradizionali riconosciuto su proposta della regione Abruzzo dal Ministero. Si presenta come un liquido, di colore violaceo scuro che presenta una buona densità e una viscosità simile a quella dell'olio. Il preparato si presenta molto zuccherino. Si produce partendo da uva ben matura, con caratteristiche di zuccheri superiori a quelle richieste per la vinificazione ordinaria (23-25% di zuccheri). Il mosto-fiore che viene ottenuto dalla pigiatura viene filtrato. Tradizionalmente veniva messo in un paiolo di rame con un coccio di terracotta. Ora per ragioni igieniche si preferisce l'acciaio inox. Dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per circa tre ore, la cottura nel paiolo di rame, richiede circa nove ore. Il prodotto ottenuto è circa un quarto del mosto originario.
Il prodotto viene poi affinato da un invecchiamento anche di due anni.
Fonte by Wikipedia.

lunedì 17 novembre 2008

"Centerba"

Il Centerba[1] è un liquore aromatico tipico abruzzese ottenuto per distillazione di erbe aromatiche e officinali montane.
La Centerba è un liquore dalle alte gradazioni (70°, per la precisione) ricavato dalla distillazione di erbe mediche (cento-erbe). Inventato dal farmacista Beniamino Toro, di origine abruzzese (Tocco da Casauria), prima come medicamento contro la peste diviene negli anni a seguire un liquore dal gusto raffinato e secco.
Il nome centerbe si riferirebbe, originariamente, ad una bevanda alcolica prodotta - a partire dal XIII secolo fino al XVII secolo d.C.[2] - nell'abbazia benedettina di San Clemente a Casauria in località Castiglione a Casauria in Abruzzo.
Attualmente il nome (Amaro Centerbe, Centerbe, Centerba, Antico Centerbe, Rosolio Centerbe) viene utilizzato per indicare vari liquori (con ricetta equivalente o simile) sia di produzione commerciale che artigianale.
Il liquore raggiunge, ma può anche superare, la gradazione alcolica di 70° ed è uno dei più forti liquori italiani oltre che uno dei più rinomati.
Fonte by Wikipedia.

domenica 16 novembre 2008

"Genziana"


Liquore tradizionale abruzzese a base di genziana tipico dell’area montana abruzzese dove cresce spontanea la genziana.
Si presenta di colore paglierino intenso, di media gradazione alcolica, di sapore e profumo tipici della pianta di genziana, intensi e facilmente identificabili. È ottenuto per infusione a freddo delle radici di Genziana lutea in alcool etilico puro (95% vol.). La pianta, dalla tipica fioritura gialla, vegeta solo in determinate aree delle Alpi e degli Appennini centrali, a un’altitudine che varia fra i 1000 e 2000 m.
Le radici di genziana, vengono raccolte solitamente nel periodo autunnale, da piante di almeno cinque o sei anni, pulite, lavate in acqua corrente per liberarle dalle ultime impurità di terra e infine messe ad asciugare. Nella produzione domestica sono utilizzate direttamente per l’infusione, mentre nella produzione artigianale sono tagliuzzate e lasciate a essiccare in locali ben areati in modo da poter disporre di materia prima per un lasso di tempo maggiore. L’infusione a freddo in alcool etilico si protrae per un periodo di almeno 40 giorni. Il liquore non necessita di particolare invecchiamento anche se è preferibile imbottigliare il prodotto dopo almeno un mese, in modo da avere una decantazione naturale, prima dell’accurato filtraggio necessario per togliere le ultime eventuali impurità. La diluizione con acqua zuccherata porta ad ottenere una gradazione alcolica media finale intorno al 30% vol. Questo liquore trova la sua antica origine dalla consuetudine, in quasi tutte le case dell’Appennino Abruzzese, di produrre piccole quantità di vino aromatizzato con radici di genziana da usare come ottimo digestivo. In seguito il vino è stato sostituito con una soluzione idroalcoolica, in modo da accentuare l’estrazione dei principi naturali contenuti nella radice, aumentando così anche la fragranza del prodotto finale. Nel tempo la tradizione erboristica e liquoristica abruzzese si è arricchita di diverse ricette tramandate poi nei secoli, che hanno dato luogo a prodotti di ottima qualità, genuini e altamente digestivi.
Fonte by ARSSA Abruzzo.



sabato 15 novembre 2008

Il Ratafia' abruzzese

Il Ratafià, denominato localmente anche ratafia o rataffia è un liquore composto da un infuso a base di frutta fresca e alcool; in base al frutto usato, il ratafià assume un nome specifico (ad esempio, nocino se fatto con il mallo delle noci, limoncello dal limone, ecc).
Si tratta di liquori a gradazione molto alta, bevuti a piccole quantità in caratteristici bicchieri di dimensioni minuscole.
È un prodotto tipico Abruzzese ma viene prodotto anche ad Andorno Micca, paese della provincia di Biella. Già nel 1600 il ratafià veniva prodotto nel monastero di Santa Maria della Sala. Successivamente la lavorazione divenne caratteristica di alcune famiglie del paese, che dal 1880 è sede della storica fabbrica "Cav. Giovanni Rapa".
Il ratafià è stato uno dei liquori principi del Settecento e dell'Ottocento.
Nome di un'antica bevanda alcolica. Il ratafià è un vino dolce di colore rosso corposo con un retrogusto di amarena. Questa bevanda veniva bevuta nel momento di sugellare un patto difronte al notaio, da quì ne deriva in nome "rettificato" RATAFIA'..
Il nome ha origine dai termini malesi arak, "acquavite" e tafia, "acquavite di canna".
A livello popolare è diffusa anche una paretimologia che vorrebbe che il termini derivi dal latino rata fiat, col significato approssimativo di "si decida", evidentemente allusiva alla bevuta di questo liquore come suggello di un contratto verbale, atto sostitutivo della più comune stretta di mano. In piemontese "rata fià" significa "gratta fiato"
La regione Abruzzo ha ottenuto dal ministero il riconoscimento del ratafià tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani. La regione Piemonte ha ottenuto il medesimo riconoscimento al prodotto denominato ratafia o rataffia.
Fonte by Wikipedia.