Visualizzazione post con etichetta Dolci abruzzesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolci abruzzesi. Mostra tutti i post

martedì 18 novembre 2008

"Parrozzo"

Il parrozzo fu ideato e preparato nel 1920 da Luigi D’Amico, titolare di un laboratorio di pasticceria a Pescara. D'Amico ebbe l’idea di fare un dolce dalle sembianze di un pane rustico anche detto pane rozzo (da cui è derivato il nome “Pan rozzo”), che era una pagnotta semisferica che veniva preparata dai contadini con il granotrurco e destinata ad essere conservata per molti giorni. D’Amico fu ispirato dalle forme e dai colori di questo pane e riprodusse il giallo del granoturco con quello delle uova, alle quali aggiunse la farina di mandorle; invece, lo scuro colore dato dalla bruciatura della crosta del pane cotto nel forno a legna fu sostituìto con la copertura di cioccolato.
La prima persona alla quale Luigi D’Amico fece assaggiare il parrozzo fu Gabriele d'Annunzio, che, estasiato dal nuovo dolce, scrisse un sonetto “La Canzone del Parrozzo”.
Fonte by Wikipedia.

lunedì 17 novembre 2008

"Sise delle monache"


La storia delle Sise delle monache è storia antichissima e ricca di leggende ed aneddoti. Creatore di questo dolce, divenuto simbolo della cittadina di Guardiagrele, fu, nel 1884, Giuseppe Palmerio.Mandato dal padre a 'Napoli ad imparare la nobile arte della pasticceria, ne tornò carico di esperienza.Da questa esperienza e dalla sua fantasia nacque questo dolce semplice e raffinato. Il nome che Palmerio gli diede fu "Tre Monti" in riferimento alle tre vette della Maiella sotto cui sorge lacittadina di Guardiagrele. Modesto Della Porta, poeta dialettale guardiese (1885-1937) nel vedere un vassoio fitto di queste paste appena sfornate e coperte dì zucchero a velo, ne decantò la freschezza paragonandole, per il candore, a quel particolare anatomico delle suore. Secondo una leggenda popolare questo dolce era già prodotto in epoca ben più antica dalle Clarisse ed il nome sarebbe quindi da attribuire alle suore di questo ordine.
Fonte by ARSSA.

"Pizzelle"

La ferratella o cancella o pizzella è un dolce tipico abruzzese [1]creato con pasta da biscotto cotto tramite una doppia piastra arroventata sul fuoco, che stringendo la pasta sopra e sotto, dà al dolce la forma caratteristica di cialda percorsa da nervature. Tra le varie varianti di disegno, la trama a rombi, o cancello, dà origine al nome ferratelle. Preferibilmente di forma rettangolare, ma alla festa di San Valentino vengono preparate anche a forma di cuore. In alcune province abruzzesi viene chiamato anche nuvola o neola. In alcuni casi questo dolce viene arrotolato come un cannolo con ripieno di marmellata, tradizionalmente d'uva, ma anche con crema pasticcera o cioccolata. La variante con due cialde sovrapposte farcite prende il nome di coperchiola, dalla copertura della prima cialda con la seconda, il coperchio. Viene preparato perlopiù in inverno, a Pasqua e in occasione delle feste patronali, rivestendo un ruolo centrale nei palmentieri, particolare dono preparato in onore del santo patrono. La piastra usata per cuocere questo dolce, detto "lu ferre", veniva portato in dote dalla donna, infatti, nella parte centrale, recava incise le iniziali della futura sposa.
Fonte by Wikipedia.

domenica 16 novembre 2008

"Cicerchiata"

Per l'"Atlante dei prodotti tradizionali d'Abruzzo" (ARSSA - Regione Abruzzo, 2004), l'origine del prodotto sarebbe da ricercarsi in Abruzzo, in particolare nell'area del Sangro "grazie allo sviluppo dell'apicoltura che, ieri come oggi, rendeva disponibile miele di ottima qualità".Per altri, invece, facendo riferimento ad epoche più antiche, sarebbe originario dell'Umbria storica[2] (ovvero, grossomodo, l'Umbria ad est del Tevere e le Marche) e la sua successiva diffusione dal Piceno (Marche centro-meridionali) in Abruzzo e in Molise avrebbe diffuso l'opinione, ormai generalizzata, che si tratti di un dolce abruzzese.
Il dolce è a base di pasta di farina, uova, burro e zucchero. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell'olio d'oliva o nello strutto. Scolate, vengono disposte "a mucchio" e ricoperte di miele che, colando negli interstizi tra una pallina e l'altra, le cementa e dà solidità alla struttura. Come spesso avviene con i dolci tradizionali e antichi, esistono varianti che aggiungono ingredienti diversi alla ricetta base.
Un dolce molto simile è ripetutamente citato nelle tavole eugubine come cibo rituale e sacrificale con il nome, in antica lingua umbra, di strusla che è la continuazione di sruikela, diminutivo di struex che è variante del più comune strues che significa appunto "mucchio" (ciò è anche affermato dal maggiore studioso attuale della lingua umbra, il prof. Augusto Ancillotti), da cui, tra l'altro, l'italiano "costruire", cioè "ammucchiare insieme". Notevole la somiglianza con gli struffoli napoletani che deriverebbero il proprio nome dall'aggettivo greco στρόγγυλος (stróngylos) che significa "di forma tondeggiante" e che linguisticamente hanno la stessa radice dalla parola umbra strusla e quindi probabilmente anche una comune origine indoeuropea. Da notare che oggi in Grecia esiste un dolce simile chiamato Λουκουμάδες (Lukumádes). Con tutta probabilità il nome di cicerchiata ha origine medievale e deriverebbe dalla cicerchia (Lathyrus sativus), un legume simile al pisello (Pisum sativum) o al cece (Cicer arietinum), molto diffuso all'epoca nella zona umbro - marchigiana, come in molte altre zone d'Europa e non solo. Secondo quanto detto, il significato di "cicerchiata" sarebbe quindi quello di "mucchio di cicerchie".
Fonte by Wikipedia.

"Bocconotto"

La leggenda popolare fa risalire la prima elaborazione di questo dolce alla fine del Settecento, nel territorio abruzzese di Teramo. Ancora oggi la tradizione della ricetta si tramanda di famiglia in famiglia, con numerose varianti.Il Bocconotto di Castel Frentano è un prodotto agroalimentare la cui tipicità è riconosciuta dalla regione Abruzzo, caratterizzato dalla presenza nel ripieno di cioccolato, cannella e mandorle tostate. Esiste anche una variante pescarese uguale a quella di Castel Frentano con la sola aggiunta del liquore Centerba.
Fonte by Wikipedia.